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UN RIPOSTIGLIO MOLTO INDOVINATO
Una ventina di anni fa, mia figlia acquistò l’appartamento in cui vive tuttora. Fu un’ottima scelta, confermata dal lungo utilizzo nel tempo: ad oggi la casa si è rivelata estremamente comoda e, soprattutto, del tutto priva di vizi costruttivi o problemi strutturali. Si può afefermare, senza timore di smentita, che quell’acquisto rappresentò un ottimo investimento.
L’abitazione presentava tuttavia un’unica e abbastanza grave carenza. Pur godendo di una terrazza coperta molto estesa, l’appartamento era completamente privo di un ripostiglio interno. Per ovviare a questa mancanza, si sarebbe potuti ricorrere a un classico armadio da posizionare all’esterno, sulla grande terrazza; una soluzione che però mia figlia non riteneva né comoda né efficiente. Il suo desiderio, al contrario, era quello di avere un piccolo ripostiglio che fosse però accessibile e ispezionabile direttamente dall’interno della casa.
L’occasionale spunto per risolvere il problema, si presentò quando assistetti alla progettazione della nuova cucina, da installare lungo due pareti ad angolo. Com’è noto, quando i mobili della cucina formano un angolo retto, l’elemento d’angolo – che ha solitamente una dimensione di 60x60 centimetri – diventa difficilmente accessibile dal lato cucina per riporvi gli utensili di uso quotidiano, trasformandosi spesso in uno spazio sprecato.
L'intuizione fu quella di sfruttare quel volume cieco modificando la muratura, rendendolo accessibile dal lato opposto, ovvero dall'ingresso dell'appartamento. Decisi quindi di far chiudere quell’elemento dal lato della cucina direttamente dal costruttore del mobilio. Al contempo, tramite una piccola variante muraria, realizzammo un’apertura nella parete del corridoio d’ingresso, avente uno dpessore di 20 cm. e racchiusa da uno sportello in legno perfettamente allineato e integrato con il muro.
In questo modo prese vita un piccolo ma utilissimo ripostiglio, apribile comodamente dall'interno dell'abitazione ed essendo costituito da
volume ricuperato dal vano d'angolo inutilizzato
del nuovo mobilio cui andava aggiunto
lo spessore del muro demolito dall'ingresso casa.
Oltre a questo vano principale, riuscimmo a sfruttare in modo ottimale anche lo zoccolo inferiore della cucina. Quella fascia bassa, alta circa 15 centimetri e solitamente inutilizzata, che correva lungo l'intera parete di fondo. Lasciandola comunicante con il nuovo vano d'ingresso, creammo un'intercapedine raso terra perfetta per infilarvi agevolmente scope, spazzoloni e altri attrezzi dal manico lungo, che sarebbe stato scomodo ricoverare nell'armadio esterno.
In totale il rpostiglio era composto da due volumi utilizzabili assieme perché aperti tra di loro. Il primo aveva un volume di circa 60 cm dl largezza, 60 di lunghezza e 85 di altezza. Il secondo, raso terra ed in ciretta continuazione con il primo misurava 60 cm di larghezza, 15 cm di altezza e tre metri di lunghezza : utilissimo per infilarvi, sempre dal corridoio, le scope e tutti gli attrezzi molto lunghi.
In conclusione, quella piccola intuizione progettuale si è dimostrata nel tempo una soluzione veramente indovinata e preziosa per la gestione dei normali lavori domestici di ogni giorno.